Roma, 7 dic. 2018 – Riattivata la webcam puntata nel nido dei falchi pellegrini Alex e Vergine, che occupano una cassetta nido sulla torre piezometrica dell’Acqua Vergine, a Roma.
I falchi ogni tanto visitano il nido in vista della nuova stagione riproduttiva, che potremo seguire tutti insieme online.
Vai alla webcam di Alex e Vergine

Liberi! Restituiti alla vita selvatica gran parte degli uccelli sequestrati dieci giorni fa dai Carabinieri Forestali Cites, grazie alla collaborazione di Ornis italica e Lipu 
Prima rapiti dai nidi dai bracconieri, poi salvati dai Carabinieri del Raggruppamento CITES e infine recuperati dalla Lipu e liberati nel luogo dov’erano nati
Roma, 17 luglio 2018 – Si è chiusa così l’Operazione “Ali azzurre”, che ha visto il sequestro, 10 giorni fa, di 14 esemplari della rara ghiandaia marina e di altre decine di esemplari appartenenti a specie protette come frosoni, taccole, cardellini e verzellini.
Un sequestro effettuato dai Carabinieri forestali del Raggruppamento CITES in due località in Provincia di Rieti e a Roma a seguito delle segnalazioni dei ricercatori di Ornis italica e dei volontari della Lipu.
E’ stato il Centro recupero della Lipu di Roma a farsi carico nei giorni scorsi della cura degli uccelli e della liberazione degli stessi, decisa in modo rapidissimo per limitare lo stress ai soggetti sequestrati.
Grazie al via libera della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia, buona parte degli esemplari sequestrati sono stati riportati, alla presenza dei Carabinieri Forestali del Comando di Vejano, nei pressi dei nidi dove erano stati rapiti: presto potranno ricongiungersi con esemplari adulti della loro stessa specie. Per tre lucherini facenti invece le porte delle gabbie si apriranno entro pochi giorni, mentre per una giovane taccola “imprintata” occorrerà aspettare il mese di settembre.
Di grande rilievo la liberazione di 5 giovani di ghiandaia marina (altri 9 sono attualmente in fase di svezzamento e verranno liberati più avanti), che hanno ritrovato oggi i genitori e si preparano ad affrontare il lunghissimo viaggio migratorio verso l’Africa.
“Le ghiandaie marine sono uccelli rari che nidificano di buon grado nelle cassette nido che installiamo e questo ci consente di studiarne con più facilità la biologia – spiega Giacomo Dell’Omo, presidente di Ornis italica -. I furti dei pulcini da parte di braccionieri rischiavano di trasformare le cassette in una trappola per la specie, ma fortunatamente le nostre segnalazioni sono state prontamente accolte dai Carabinieri”.
 L’operazione effettuata dai Carabinieri del Cites è di grande importanza – sottolinea il presidente della Lipu Fulvio Mamone Capriaperché ha evidenziato come questo odioso e illegale fenomeno del furto ai nidi sia diffuso anche nel centro Italia. Una cosa preoccupante e inaspettata – conclude – che ci spinge a non abbassare la guardia e continuare a vigilare a fianco delle forze dell’ordine”.
Video Facebook


Per informazioni:
Giacomo Dell’Omo, naturalista, presidente Ornis italica
Tel. 347.6167167
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Operazione “Ali azzurre”, i sequestri dei Carabinieri del Cites grazie alle segnalazioni di Ornis italica e Lipu

Dopo le attività antibracconaggio delle Operazioni Bonelli in Sicilia, Adorno nello Stretto di Messina e Berta a Linosa, la campagna estiva di contrasto ai crimini contro l’avifauna protetta continua con azioni di intelligence ed investigative diffuse su tutto il territorio
Roma, 9 luglio 2018 – Al fenomeno dell’abbattimento illegale, della caccia abusiva, delle trappole (archetti, reti da uccellagione), del commercio internazionale di avifauna europea ed esotica (rapaci, pappagalli, ecc.), si aggiunge la depredazione dei nidi, una forma di bracconaggio che, unitamente al deterioramento degli habitat naturali, costituisce una delle principali cause della rarefazione di specie animali altamente protette ed ormai sull’orlo dell’estinzione. I Carabinieri forestali del Raggruppamento CITES hanno sequestrato in due località in Sabina e a Roma, insieme a tante altre specie di uccelli, rari esemplari di ghiandaia marina. Con questa operazione  i Carabinieri hanno dato una sferzata al prelievo dai nidi di piccoli (pullus) e uova, attività illegale che nel periodo primaverile-estivo imperversa in tanti angoli di bellezza del nostro Paese, in danno di specie altamente protette spesso in via d’estinzione, dando in questo modo anche piena ed efficace attuazione al Piano nazionale a tutela degli uccelli italiani ed europei, stilato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.A seguito di una complessa indagine attivata dalla Sezione Operativa Centrale del Raggruppamento Carabinieri CITES, dopo le segnalazioni dei ricercatori e volontari della ORNIS ITALICA e dei volontari LIPU che seguono la nidificazione e le loro rotte di migrazione delle ghiandaie marine (Coracias garrulus), bellissimi uccelli dalle ali azzurre e le sembianze esotiche, sono stati identificati i bracconieri che da tempo “rastrellano” il viterbese per trafugare i piccoli dai nidi uccelli di diverse specie. L’Operazione “Ali azzurre”, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia ha portato al sequestro complessivo di oltre 50 uccelli appartenenti a specie protette tra cui frosoni, taccole, cardellini, verzellini, nonché di 15 esemplari della rara ghiandaia marina (Coracias garrulus), buona parte dei quali costituita da piccoli implumi non ancora imprintati. L’attività illecita scoperta è parte di una organizzazione più ampia e diffusa sul territorio, caratterizzata da un efficace sistema di individuazione dei siti di varie specie ambite dai collezionisti europei, di raccolta e di introduzione sul mercato clandestino, in massima parte nord europeo (Olanda, Germania, Belgio).Un esemplare di ghiandaia marina può fruttare sino a 500 euro, una taccola 150 euro, un cardellino dai 30 agli 80 euro, un gheppio dai 200 ai 300 euro, poi ancora fringuelli, frosoni, ciuffolotti, upupe, averle, verdoni, organetti, culbianchi, codirossi, assioli, barbagianni, falchi pellegrini, picchi, imbeccati o svezzati, e in base a questo con differenza di prezzo.Tale fenomeno è gravemente deleterio per la conservazione della biodiversità della nostra penisola ed in particolare di specie come la ghiandaia marina, specie migratrice che vede limitato il proprio habitat di distribuzione europeo. In Italia, viene stimata in 600-1000 coppie e nel Lazio, ove sono state trafugate quelle dell’indagine, non più di 60 coppie. E’ tutelata dalle Convenzioni di Berna e Habitat sulla tutela della natura e Bonn sulle specie migratrici e dalla normativa sulla caccia, in quanto specie “super protette” o non cacciabili. In questi casi le contestazioni operate dagli investigatori si estendono sino al furto venatorio di fauna dello Stato e al maltrattamento.Gli animali sono stati affidati al Centro di Recupero LIPU di Roma in attesa di essere riabilitati al volo e liberati in natura. La LIPU, da sempre impegnata nelle campagne di protezione e tutela degli uccelli selvatici e della biodiversità plaude e ringrazia i Carabinieri forestali per questo nuovo duro colpo ai bracconieri e al commercio illegale di natura. L’attività svolta costituisce una testimonianza del concreto e diretto impegno dei Carabinieri Forestali del Raggruppamento CITES anche a tutela della biodiversità del nostro Paese.
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Roma, 20 giu. – La webcam sul nido dei gheppi Elettra e Crono sarà riattivata dopo gli esami di maturità. La cam è in un liceo.
I gheppietti stanno bene!

Segui il diario della stagione riproduttiva 2018 degli uccelli seguiti dalle webcam di Birdcam.it.
Per consultare cosa accade nei nidi → CLICCARE QUI

Roma, 30 mag. – Abbiamo problemi con la webcam dei gheppi Elettra e Crono. Purtroppo la connessione è difficile e la settimana prossima proveremo a sistemarla.
Ma, la cosa più importante è che le uova si sono schiuse e i piccoli stanno bene!

Roma, 24 mag. – Questi falchetti pellegrini sono probabilmente i figli di Agar e Vento nati nella stagione riproduttiva in corso.
Uno di loro, che abbiamo chiamato Oscar (anello CK4142), nei giorni scorsi è caduto giù dal nido. Segnalato da alcuni  dipendenti del Policlinico Umberto I, è stato immediatamente recuperato dallo staff di Ornis italica/Birdcam.it, portato al Centro recupero fauna selvatica Lipu di Roma, controllato e riportato al nido.
I pulli sono tre e sono nati nella cassetta-nido installata dai naturalisti di Ornis italica su un’alta ciminiera del Policlinico Umberto I, vicino al nido originario di Aria/Agar e Vento, quest’anno rimasto vuoto.
“I giovani uccelli, non ancora pronti a volare e spesso troppo intraprendenti, si lanciano nel vuoto tentando un primo impacciato volo. Questo giovane falco e sua sorella sono stati molto fortunati ad essere caduti sul bordo di una strada, e ora sicuramente faranno più attenzione prima di ritornare a volare”, spiega Gianluca Damiani, dello staff di Ornis italica. “Entrambi i falchi sono stati riportati in cima alla torre, nei pressi del nido. Da qui potranno essere accuditi ancora per un po’ dai genitori”.
Ringraziamo l’Amministrazione del Policlinico Umberto I per la collaborazione. Grazie a questa nuova sinergia il prossimo anno potremo mettere online anche questo nido.
Guarda le foto



Credit foto: Gianluca Damiani

di Giacomo Dell’Omo, presidente di Ornis italica
Nel maggio 2017 i ricercatori di Ornis italica hanno dotato Seti, un giovane falco pellegrino, di un trasmettitore Gps-Gsm a ricarica solare che ha consentito di seguirne gli spostamenti, fornendo nuovi e importanti dati scientifici sul comportamento dei giovani falchi.
Seti è nato il 3 aprile 2017 da Agar e Vento, una delle coppie di pellegrini che ha nidificato a Roma in un nido artificiale posizionato sul tetto del Dipartimento di Economia dell’Università La Sapienza di Roma,  con il supporto di Terna.
Il trasmettitore è un piccolo strumento di appena qualche grammo che, assicurato a mo’ di zainetto sulla schiena del falchetto con una leggera imbracatura di teflon, rappresenta un fastidio trascurabile nella vita quotidiana dell’uccello, ma fornisce informazioni precise sui suoi spostamenti.
La quantità e la qualità delle informazioni raccolte grazie al Gps sono state utili per conoscere il comportamento del falco sin dai suoi primi voli. Il Gps ha poi registrato i suoi movimenti  una volta raggiunta l’indipendenza alimentare dai genitori. All’inizio Seti ha esplorato il territorio e  poi si è  stabilito a Roma, nei pressi del nido dov’è nato.
Gli spostamenti. Seguendo Seti nei primi mesi di vita, abbiamo notato diversi comportamenti a seconda delle stagioni. L’estate è dedicata all’esplorazione, con picchi di distanze giornaliere percorse di oltre 200 chilometri. Poche zone del Lazio rimangono sconosciute al nostro falco, che tra giugno e agosto ha visitato più volte il Parco dei Castelli Romani, le catene occidentali dell’Appennino centrale, la costa tra Anzio e Ostia, i laghi vulcanici del Viterbese. Tra il 7 e l’8 agosto, due delle giornate più torride del 2017, Seti ha fatto un tour di 176 km passando per l’alto Lazio e poi per Rieti, tornando a Roma dopo un volo sui Monti Sabini dove ha raggiunto quote di oltre 2500 metri sul livello del mare. Probabilmente cercava di sfuggire al caldo sui pendii freschi e le cime ventose delle montagne… Il viaggio più lungo registrato è stato in una mattinata di fine agosto: Seti è partito dall’Università e ha volato ininterrottamente fino in Abruzzo, alle pendici del Gran Sasso, per poi trovarsi nuovamente in centro a Roma nel primo pomeriggio dopo aver coperto una distanza di 215 km.
Osservazioni scrientifiche. Si pensava fino a poco fa che i falchi pellegrini giovani, dopo l’involo migrassero verso sud, attraverso il canale di Sicilia fino in Africa e oltre il deserto del Sahara (il nome “pellegrino” non è stato dato a caso a questa specie).  Eppure né Seti, né altri sette falchi che abbiamo dotato di trasmettitori si sono allontanati dall’Italia e, a volte, dalla regione in cui sono nati. Bisognerà quindi rivedere le ipotesi sulla dispersione giovanile alla luce di queste nuove osservazioni.
La velocità. Il falco pellegrino è conosciuto come l’animale più veloce del mondo, capace di superare in picchiata i 320 km/h. Ma il nostro falchetto ha sostenuto generalmente velocità modeste (in media 40 km/h) e il Gps forse non è stato in grado di rilevare le rare picchiate (in un solo caso è stata registrata la velocità di 192 km/h). Inoltre, ha passato gran parte del tempo appollaiato (quasi il 90% del giorno, notte esclusa), solitamente su posatoi elevati come tralicci, torri o altri edifici che offrono un ampio campo visivo. Alcuni di questi sono strutture vicine al palazzo del Dipartimento di Economia, dove è nato. Da queste postazioni elevate i falchi possono scrutare il cielo in cerca di uccelli che catturano solo in volo, soprattutto piccioni, storni e parrocchetti, tra le specie di uccelli più diffuse in città.
Le stagioni. La fine dell’estate ha coinciso con una diminuzione delle distanze percorse giornalmente. A partire da ottobre Seti si è allontanato raramente da casa, e a dicembre non si è spinto quasi mai fuori Roma.
I ricercatori di Ornis italica continuano ogni giorno a ricevere e analizzare i dati raccolti dal Gps, che dopo quasi un anno dall’attivazione ci confermano che Seti è in perfetta salute e sta forse decidendo dove stabilirsi. L’analisi degli spostamenti magari potrà suggerire il posto dove installare una nuova cassetta nido…
Insieme al monitoraggio dei nidi artificiali via webcam sul portale Birdcam.it, l’uso dei trasmettitori Gps permette di ottenere nuove conoscenze sulla vita del falco pellegrino, che dopo un’assenza trentennale ha ripreso a nidificare a Roma nel 2004 grazie ai nidi artificiali che Terna e Ornis italica hanno cominciato ad installare nella città.
Per contatti: giacomo.dellomo@gmail.com

Il Gps di Seti

COMUNICATO STAMPA  ORNIS ITALICA

INANELLATI A ROMA TRE FALCHETTI DEI NIDI ONLINE DI BIRDCAM.IT

 

La stagione riproduttiva dei falchi romani è seguita da adulti e bambini su www.birdcam.it.

Il diario sulla pagina Facebook

Roma, 5 maggio 2018 – Inanellati a Roma tre piccoli falchi pellegrini figli di due delle coppie di uccelli più seguite dal web grazie al progetto Birdcam.it. Si chiamano Freccia, Delta e Vega, e probabilmente sono tutte femmine.
I falchi romani sono tornati online lo scorso marzo. La stagione riproduttiva 2018 dei falchi pellegrini ha preso ufficialmente il via e le webcam sui loro nidi sono state riattivate. Quattro le coppie online che hanno deposto le uova e che ora stanno allevando i loro piccoli sotto gli sguardi indiscreti del web.
Ecco le carte d’identità dei primi tre piccoli inanellati.
NIDO DEI FALCHI PELLEGRINI ALICE E VIRGILIO
Webcam qui
Foto di Freccia all’inanellamento
Freccia: uovo deposto il 26 febbraio. Nascita: 6 aprile – ANELLO TK4876 ALA mm. 180 PESO gr. 665
NIDO DEI FALCHI PELLEGRINI ALEX E VERGINE
Webcam qui
Album fotografico dell’inanellamento
Vega: uovo deposto il 4 marzo. Nascita: 9 aprile – ANELLO TK4877 – ALA mm. 175 – PESO gr. 770
Delta: uovo desposto il 5 marzo. Nascita: 11 aprile – ANELLO TK4878- ALA mm. 165 – PESO gr. 595
Il progetto Birdcam.it, ideato e curato dall’associazione di ricercatori Ornis italica, consente di seguire in diretta le fasi della riproduzione e osservare da molto vicino il comportamento dei falchi nel nido dal corteggiamento, alla deposizione delle uova, dall’incubazione, alla schiusa, fino all’involo dei piccoli.
«In 14 anni si sono felicemente involati dai nidi seguiti online da Birdcam.it oltre cento giovani falchi e alcuni di questi hanno formato nuove coppie in altre zone della città», spiega Giacomo Dell’Omo, presidente di Ornis italica. «Roma è oggi “la citta dei pellegrini” tra le più importanti d’Europa. Abbiamo installato i nidi sulle strutture più elevate della città, dai serbatoi idrici alle torri telefoniche, poiché queste consentono ai falchi di scrutare il cielo alla ricerca degli uccelli che predano in volo».
Le uova deposte, sono covate per 35-37 giorni, i piccoli sono accuditi da entrambi i genitori per circa 40 giorni, per poi involarsi definitivamente alla fine di giugno.
Seguire la vita all’interno dei nidi è molto semplice: basta collegarsi al sito www.birdcam.it o seguire il diario della stagione della pagina Facebook Birdcam Italia.
Questi i link ai quattro nidi online dei falchi pellegrini romani:
Alice e Virgilio
Vergine e Alex
Ale e Alì (nuovo nido, aggiunto quest’anno, con un solo pullo da inanellare)
Aloa e Briciola (quattro i piccoli, che saranno inanellati tra pochi giorni)
Birdcam.it segue online anche un nido di gheppi, Elettra e Crono, che stanno covando cinque uova, e un nido di rondoni pallidi, Paco e Blanca, anche loro in cova.

Freccia

 

Roma, 2 mag. –  Venerdì 4 maggio saranno inanellati  i due pulli dei falchi pellegrini Alex e Vergine. Per chi voglia assistere l’appuntamento è alle 14:45 alla Torre piezometrica Acea in via di Salone, entrata via Collatina snc (oltre il Gra, 100 metri prima del passaggio a livello), Roma.
Seguirà, per chi vuole, una visita alle sorgenti Acea (info:http://tinyurl.com/yabhrj69).
Confermare la propria presenza nel nostro forum o nell’evento Facebook. Grazie!
Per ulteriori info: Giacomo Dell’Omo, presidente Ornis italica, 347.6167167
Cliccare qui per osservare il nido in diretta