Protesta urgentissima sui disegni di legge sulla caccia

Qui si possono inserire notizie e iniziative d'interesse ornitologico e ambientale, oltre alle petizioni pro ambiente e animali

Moderatori: Passera, °°Gaia°°, Giac, Giovanna

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Messaggio da Giovanna » mer mag 20, 2009 12:21 am


LA POLEMICA
Caccia libera, blitz della Lega in Aula le norme bocciate.

I parlamentari del Carroccio ripropongono a
sorpresa la possibilità di sparare ai migratori e
il fucile ai sedicenni di ANTONIO CIANCIULLO.


http://oas.repubblica.it/5c/repubblica. ... 3935633130


ROMA - Proposta, ritirata dopo una rivolta
all'interno della stessa maggioranza, oggi la
caccia no limits torna in Aula, per un voto
decisivo, grazie agli emendamenti della Lega.
Uccidere animali protetti dalle direttive
comunitarie sembra proprio una tentazione
irresistibile per i parlamentari legati al partito di doppietta selvaggia.

La ragione suggerirebbe di lasciar perdere: i
sondaggi dicono che gli italiani sono in una
buona parte contrari alla caccia e a maggioranza
bulgara contro la caccia no limits; l'Unione
europea ci tiene sotto tiro e sfoglia i fascicoli
sui procedimenti già pendenti per le infrazioni
alle direttive comunitarie sulla protezione degli
uccelli migratori; all'interno della maggioranza
l'ala contraria al massacro della fauna è
consistente e la prospettiva di un calo di
consensi preoccupa i vertici del Pdl.

Eppure niente da fare. I talebani della doppietta
sono inarrestabili. Inanellate una dietro
l'altra, le proposte che negli ultimi mesi si
sono accavallate nelle varie proposte di legge
configurano un Paese in cui, grazie a un regime
di deroghe spinto, si può fare praticamente di
tutto. Sparare sui migratori in volo verso i
luoghi di riproduzione, troncando così la catena della vita.

Sparare in pieno agosto mentre le campagne sono
popolate da chi cerca un po' di tranquillità.
Mettere un fucile in mano a un ragazzino di 16
anni a cui non si affida una macchina. Cacciare
dopo il tramonto e sulla neve. Creare migrazioni
di doppiette che attraversano l'Italia per
concentrarsi nelle regioni in cui è disponibile
la preda più interessante, facendo saltare il
rapporto tra cacciatore e territorio.
Liberalizzare l'uso delle civette da appendere a
testa in giù (gli zimbelli) in modo che la loro
disperazione attiri altri uccelli da abbattere. E
se poi qualche cacciatore riesce a mettersi fuori
regola violando le poche norme rimaste, niente
paura: pene più leggere per tutti. Ora manca solo il timbro del Parlamento.

(19 maggio 2009)
http://www.repubblica.it/ambiente/indici/index.html
Tutti gli articoli di Scienze e Ambiente.
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Como nos sonhos as há.
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Messaggio da Giovanna » mar giu 02, 2009 11:00 pm

Presidenza LAC
presidenza@abolizionecaccia.it

LAC
Newsletter 1396
29 maggio 2009
GIURISPRUDENZA - ANNULLATO DECRETO PER I SITI DI NATURA 2000

Con sentenza n. 5239 del 7 maggio 2009,
depositata in segreteria il 25 maggio 2009, a
seguito di ricorso di WWF, LIPU, ENPA e LAV,
difese dallâ?Tavvocato Stefutti, il TAR del
Lazio, sezione seconda bis, ha annullato i
capoversi 1, 2, 3 ed 8 dellâ?Tarticolo 1 del
decreto del Ministro dellâ?TAmbiente del 22
gennaio 2009 che modificava il precedente
decreto dello stesso Ministro del 17 ottobre
2007, concernente i criteri minimi per le ZSC e
ZPS, per violazioni delle direttive 79/409/CEE
(uccelli) e 92/43/CEE (habitat) e dellâ?Taccordo internazionale AEWA.

In particolare il TAR ha riconosciuto che è
legittimo il divieto di caccia in gennaio
stabilito per alcune zone, che è illegittima la
cancellazione del divieto di caccia prima del
1° ottobre e che è illegittimo il rinvio alla
stagione venatoria successiva del divieto di
usare munizione di piombo nelle zone umide.

La LAC ha presentato un differente ricorso,
essendo lâ?Tunica associazione che ha impugnato,
oltre al decreto ministeriale del 2009, anche quello del 2007.
- São aves cheias de abismo,
Como nos sonhos as há.
- Fernando Pessoa

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Messaggio da Giovanna » lun set 14, 2009 11:43 am

ITALIA DA FAR WEST: PER UN PUGNO DI VOTI SI TACE SUI PRIMI
MORTI E FERITI PER ARMI DA CACCIA!

ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA


COMUNICATO STAMPA - 13 SETTEMBRE 2009



ITALIA DA FAR WEST: PER UN PUGNO DI VOTI SI TACE SUI PRIMI
MORTI E FERITI PER ARMI DA CACCIA!

13.09.2009

PREAPERTURE TRAGICHE: CRONACHE DI VITTIME ANNUNCIATE.
Le vittime delle armi da caccia come al solito sono
considerate vittime di serie B. Perchè non si deve sapere,
non si deve parlare! Eppure già con le preaperture, ovvero
pochi giorni destinati a cacciare alcune specie, siamo di
nuovo a registrare questa tragica conta di morti, feriti ma
anche abusi contro le persone da parte di chi detiene
un'arma da caccia.
Chi porta a conoscenza questi drammatici dati, dal mondo
venatorio è tacciato di fare allarmismo strumentale e
fazioso. Eppure i fatti di cronaca si susseguono
drammaticamente e non si possono confutare in quanto
accessibili da chiunque voglia cercare la verità dei fatti
dalla "cronaca nera".

"L'Associazione Vittime della Caccia continuerà
quotidiamente la sua attività di monitoraggio e
informerà l'opinione pubblica affinché finalmente si
possa prendere atto di questo assurdo e inconcepibile
fenomeno sporco di sangue, avallato da molti politici per un
pugno di voti" dichiara la presidente Daniela Casprini, che
aggiunge "proprio alla riapertura dei lavori in Senato per
la discussione del testo unificato DDL Orsi, sarà
opportuno che le forze politiche si rendano conto quanto
necessario sia invece osteggiare e bloccare qualsiasi
tentativo ulteriore di liberalizzazione della caccia e di
conferimento alle organizzazioni venatorie della gestione
dell'intero territorio nazionale".

Ma vediamo i fatti di cronaca già macchiati di rosso
sangue in queste pre-aperture:
- A Comiso, in Sicilia, già il primo giorno (3 settembre)
un cacciatore 37enne è stato ferito da un compagno di
battuta al torace e al viso;
- Sempre in Sicilia, a Butera (Caltanissetta) il 9 settembre
un cacciatore di soli 23 anni di Licata è morto per il
colpo di fucile alla gola sparato da un altro cacciatore;
- A Recoaro (Vicenza), in circostanze ancora da chiarire, un
44enne con la passione venatoria è stato trovato cadavere
in un bosco, ucciso da un colpo di fucile da caccia (notizia
del 6 settembre);
- A Sant'Antonio, in provincia di Ravenna, una scarica di
pallini di piombo investe in peno volto da distanza
ravvicinata una povera donna di 46 anni ferendola molto
gravemente (notizia del 7 settembre);
- Il 9 settembre, in provincia di Brindisi, un agricoltore
di 45 anni viene ucciso con due colpi d'arma da caccia
diretti al volto in circostanze ancora da appurare;
- Sempre il 9 settembre alle 8 di mattina, a Mirto (Cosenza)
un uomo di 32 anni, fermo ad un semaforo sulla statale 106
Jonica, viene colpito alla testa da un fucile da caccia: è
in coma.
Ma non solo, ancora una volta un minorenne paga per la
detenzione e un uso disinvolto delle armi da caccia: una
ragazzina di 16 anni di Spoleto è morta maneggiando il
fucile da caccia del padre in casa (notizia del 9
settembre).
Inoltre, come non ricordare Giuseppe Vitale, il povero
bambino di 12 anni colpito da un fulmine nelle campagne tra
Caltanissetta e Riesi (notizia del 10 settembre) condotto da
due adulti nelle battute di caccia di questa tragica
pre-apertura siciliana... Fatalità questa, certo. Ma con
quale animo si può pensare di condividere un'attività
tanto pericolosa con una creatura ancora inconsapevole dei
rischi cui va incontro, rischi già confermati dai fatti
degli anni precedenti?

A tal proposito, Daniela Casprini dichiara "Evidentemente si
vuole sottostimare la gravità di questo inarrestabile
stillicidio che ogni anno (vedasi i dati di morti e feriti
sul sito www.vittimedellacaccia.org) aggiunge sempre più
vittime e più in generale, dai fatti di cronaca che via
via emergono, conferma le tante altre situazioni in cui solo
per puro caso persone inermi non sono state colpite. Non di
meno, queste ultime, vittime di fatto della furia
prevaricatrice di chi detiene un'arma da caccia, arrogandosi
il potere di vita o di morte non solo sugli animali ma anche
sulle persone".

Purtroppo quanto si muove in regioni come Lombardia, Toscana
ed altre, aumenta rammarico e preoccupazione visto che i
contenuti normativi sia in termini di deroghe che in leggi
regionali ex novo hanno già accolto gli stravolgimenti e
le forzature contenute nel testo in discussione al Senato.
"Di certo, stante questa situazione, si moltiplicherà lo
sforzo delle Associazioni già impegnate a livello
istituzionale e consapevoli che ogni ulteriore forzatura dei
cacciatori accrescerà la ribellione dei cittadini stanchi
di subire la protervia e la minaccia di gente armata!"
conclude la presidente dell'Associazione Vittime della
Caccia.
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Messaggio da Giovanna » mer set 16, 2009 11:44 pm

Ricevo dalla LIPU di Padova e diffondo.

COMUNICATO STAMPA.

CACCIA, FERMARE IL NUOVO BLITZ IN PARLAMENTO

SULLA CACCIA TUTTO L'ANNO.

Un emendamento della Lega alla Comunitaria 2009 permetterebbe l'estensione
della stagione venatoria. "Gravissimo e del tutto inammissibile.

Intervengano il Ministro Ronchi e il Presidente della Camera Fini".

"Uno schiaffo all'Unione europea, un vergognoso attacco alla natura e un
vero e proprio affronto alla sicurezza dei cittadini italiani".

E' il commento della LIPU all'emendamento presentato dalla Lega alla Legge
Comunitaria 2009, attualmente in aula alla Camera dei Deputati, con cui si
ripropongono le modifiche alla legge sulla caccia già ritenute inammissibili
e bocciate nel maggio scorso, tra cui la cosiddetta "caccia no limits".

"Se la Camera approvasse l'emendamento del leghista Pini, l'Italia
precipiterebbe in un vero e proprio caos normativo e, cosa veramente grave,
i cittadini italiani si vedrebbero invasi dai fucili in ogni stagione.
L'emendamento della Lega cancella infatti i limiti massimi, attualmente
contenuti tra il primo settembre e il 31 gennaio, entro cui possono essere
autorizzate le deroghe regionali alla stagione venatoria. Il che significa,
per fare un esempio, che i cacciatori spareranno agli uccelli migratori nei
delicatissimi periodi di fine inverno, quando molti di loro sono in viaggio
verso i luoghi di riproduzione, o addirittura in estate, nel mese di Agosto,
con le campagne italiane piene di bambini e di famiglie".

"Oltre ai suoi contenuti, di estrema e palese gravità, la proposta della
Lega è del tutto inammissibile rispetto alla Legge Comunitaria, come già
dimostrato nel corso della Comunitaria 2008 quando il medesimo emendamento
fu bocciato dal Parlamento. In più, si tratta di un emendamento che non darà
alcuna risposta alla procedura di infrazione europea contro l'Italia ed anzi
la aggraverà, aprendo una stagione di vero caos e conflitto senza
precedenti".

"Appaiono indispensabili, doverosi e urgenti gli interventi del Ministro
delle Politiche europee Ronchi, a dichiarare la contrarietà del Governo e a
chiedere il ritiro dell'emendamento, e quello del Presidente della Camera
Fini, vista la palese e macroscopica inammissibilità dell'emendamento".

"E' dunque loro che dunque ci appelliamo, oltre che a tutti i deputati di
buon senso che hanno a cuore la tutela della natura e la sicurezza dei
cittadini italiani: fermate questa iniziativa pericolosa e incivile".

CACCIA. PINI (LEGA): EMENDAMENTI PER EVITARE INFRAZIONI E MULTE.

VALUTERO' SERIAMENTE SE DENUNCIARE LIPU PER DIFFAMAZIONE.

(DIRE) Roma, 15 set. - Nessuna intenzione di arrivare in Italia
alla caccia 'no limits', ma solo un adeguamento alla normativa
comunitaria per evitare infrazioni comunitarie e "centinaia di
milioni di euro di multa". Questa, in estrema sostanza, la
posizione del parlamentare della Lega Nord Gianluca Pini,
vicepresidente della commissione Politiche dell'Unione Europea a
Montecitorio, rispondendo alle accuse avanzate dalla Lipu, in
merito all'emendamento presentato dal Carroccio alla Legge
Comunitaria 2009.
"I due emendamenti relativi alla caccia- spiega Pini-
rispondono infatti a esigenze urgenti di adeguamento della
normativa nazionale all'ordinamento comunitario in materia,
tant'e' che vi sono procedure di infrazioni aperte che a causa di
certi ambientalisti da salotto potrebbero costare allo Stato
italiano centinaia di milioni di euro di multa".
Infine, avverte il leghista, "visto che ormai in questo paese
sembra una prassi consolidata riportare le persone al buon senso
solo attraverso strumenti giudiziari, valutero' seriamente di
denunciare sia in sede penale, sia civile la Lipu per
diffamazione".

15 settembre 2009

UFFICIO STAMPA LIPU-BIRDLIFE ITALIA.

CACCIA, LIPU ALL'ONOREVOLE PINI: ACCETTI UN CONFRONTO PUBBLICO PER
DIMOSTRARE CHI HA RAGIONE.

"Suoi emendamenti inammissibili e già bocciati dal Parlamento"

"E' davvero sorprendente come si tenti di capovolgere la realtà, facendo
passare un emendamento filovenatorio per un adeguamento alle norme europee.
Ci avevano già provato e gli era andata male".

E' la risposta della LIPU-BirdLife Italia alle dichiarazioni dell'onorevole
Pini (Lega Nord) in merito agli emendamenti da lui presentati alla Legge
Comunitaria in materia di caccia, che tra le altre cose cancellano i limiti
temporali per la stagione venatoria, attualmente contenuti tra l'1 settembre
e il 31 gennaio.

"Dica chiaramente, l'onorevole Pini - afferma Danilo Selvaggi, Responsabile
dei Rapporti Istituzionali LIPU-BirdLife Italia - se è vero o meno che
l'emendamento da lui presentato è, nel contenuto, lo stesso che non fu
approvato, lo scorso maggio, perché incongruo rispetto alla legge
Comunitaria, la quale non può modificare parti della legislazione vigente
non specificamente interessate da procedure di infrazione".

"Dica dunque se esiste un qualche obbligo, per l'Italia, di cancellare i
limiti temporali per la stagione di caccia e dunque ampliare la stagione
medesima, e se sì, indichi in quale procedura di infrazione questo è
scritto. O ci dica se non è piuttosto vero il contrario, che cioè l'Italia,
in materia di caccia, è sotto procedura di infrazione per abuso di deroghe
(Parere motivato alla Procedura di infrazione 2006/2131, Punti dal 24 al
57), per mancanza di varie misure di protezione o per non aver previsto il
divieto assoluto di caccia nei periodi di riproduzione e migrazione
prenuziale degli uccelli (Parere motivato alla procedura di infrazione
2006/2131, Punti 16 e 17)".

"La verità è che ancora una volta si capovolgono i fatti, e si vuol
trasformare un intervento legislativo che dovrebbe correggere le infrazioni
in materia venatoria in una concessione, indebita e inopportuna, al mondo
venatorio. Anche perché non dovremmo mai scordare che in Italia si caccia
nei terreni privati, cioè in casa delle persone. Le quali devono già oggi
tollerare cinque mesi di spari, pallini, disturbo e rischi vari".

"Non è dunque la minaccia di ricorrere al tribunale - conclude Selvaggi - che peraltro chiunque può verificare, carte alla mano, essere totalmente
infondata, che fermerà la LIPU dall'evidenziare le storture di queste gravi
proposte legislative, contrarie al volere della nettissima maggioranza degli
italiani. Accetti invece, l'onorevole Pini, di confrontarsi pubblicamente su
di esse, così da poter valutare tutti, di fronte ai documenti ufficiali, chi
dice il vero e chi, invece, gioca con le parole e le norme".



16 settembre 2009 - UFFICIO STAMPA LIPU-BirdLife Italia.

COMUNICATO CONGIUNTO Enpa, Lav, Lac, Lida e Vittime della Caccia.

COMUNICATO STAMPA.

Caccia, l'onorevole Pini minaccia querela contro la Lipu. Le associazioni
animaliste:

"Atteggiamento intimidatorio"

Dopo la protesta delle associazioni animaliste contro la norma per "caccia
no limits",

il deputato della Lega Nord, Pini, minaccia querela contro la Lipu. Le
associazioni:

"Un gravissimo attacco contro la libertà di informazione."

Roma, 16 settembre 2009 - "Un gravissimo attacco contro la libertà di
informazione e la democrazia, una intimidazione ai danni delle Associazioni,
colpevoli, secondo Pini, di battersi per il rispetto delle regole, di
esprimere le proprie idee, di informare gli italiani. Non siamo disposti a
cedere; se il deputato leghista lo ritiene opportuno, denunci tutte le
associazioni animaliste che esercitano un loro legittimo diritto
costituzionale".

Sono queste le parole con cui Enpa, Lav, Lac, Lida e Vittime della Caccia
hanno replicato alle dichiarazioni rilasciate dall'onorevole Pini (Lega
Nord), subito dopo la protesta delle associazioni contro il progetto di
"caccia no limits". La norma, contenuta in un emendamento alla Legge
Comunitaria 2009, cancellerebbe i termini per l'esercizio dell'attività
venatoria - attualmente compresi tra il 1 settembre e il 31 gennaio - e
permetterebbe alle "doppiette" di sparare tutto l'anno. Già presentato non
più tardi di cinque mesi fa, nel corso dell'iter di approvazione della Legge
Comunitaria 2008, l'emendamento era stato bocciato politicamente da
maggioranza e opposizione, e il Governo aveva stralciato l'articolo cui si
riferiva.

"L'Onorevole Pini ha affermato che le persone possono essere riportate al
buon senso solo attraverso gli strumenti giudiziari, quali denunce civili e
penali. A nostro avviso - proseguono le associazioni - tali minacce
nascondono la volontà di sottrarsi al confronto democratico e l'incapacità
di dialogare con la controparte. In tale circostanza ci siamo semplicemente
limitati ad analizzare i contenuti della norma e ad esprimete seria
preoccupazione non solo per gli effetti, gravissimi, che la sua approvazione
avrebbe sulla biodiversità e sulla sicurezza pubblica, ma anche per il
rispetto delle direttive comunitarie."

"L'emendamento presentato dall'onorevole Pini, inoltre, non risolve affatto
il contenzioso a carico del nostro Paese, nei confronti del quale Bruxelles
ha da tempo aperto una procedura d'infrazione, e scarica sulle tasche degli
italiani il costo della sanzione che saremo condannati a pagare - concludono
le associazioni -. Chiediamo al Parlamento di confermare l'inammissibilità
dell'emendamento, gia espressa alcuni mesi fa, in quanto contrario allo
spirito ed estraneo ai contenuti della Legge Comunitaria 2009, e foriero di
nuovi, pesanti, contrasti con le autorità comunitarie".



ENPA - ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI

Ufficio stampa
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Messaggio da Giovanna » lun set 28, 2009 6:04 pm

Ricevuto dalla LIPU di Padova.

AMICI DELLA TERRA, ANIMALISTI ITALIANI, FARE VERDE, ENPA, LAC, LAV, LIDA,
LEGAMBIENTE, LIPU - BIRDLIFE ITALIA, ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA, WWF
ITALIA

COMUNICATO STAMPA

CACCIA, PARLAMENTO E GOVERNO COSTRINGONO AL RITIRO DELL'EMENDAMENTO CACCIA
NO LIMITS. SODDISFAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI.

"Respinto il nuovo blitz per allungare la stagione venatoria"

Con una posizione trasversale di maggioranza, opposizione e Governo, la
Camera dei Deputati ha chiesto e ottenuto il ritiro dell'emendamento alla
Legge Comunitaria 2009 dell'onorevole Pini, con cui si proponeva l'
estensione della stagione venatoria oltre i limiti che attualmente la legge
157/92 prevede tra il 1° settembre e il 31 gennaio.

"Ancora una volta - dichiarano congiuntamente le associazioni - sono stati
battuti i tentativi di chi utilizza le procedure di infrazione al contrario,
trasformando le richieste di tutela della fauna che giungono dall'Unione
europea in indebite occasioni di allargare le maglie della caccia".

"E' bene chiarire, allora, che in tema di infrazioni sulla caccia la
situazione dell'Italia è grave per eccesso, e non certo per difetto, di
attività venatoria. L'Europa, infatti, ci contesta l'abuso delle deroghe, l'
assenza di vari strumenti di protezione della fauna e in pratica di cacciare
troppo e male. Gli interventi correttivi, per evitare la condanna da parte
della Corte di Giustizia, devono quindi andare in direzione di un aumento
della tutela e non, come invece qualcuno tenta di far credere, di una sua
diminuzione".

"Dobbiamo quindi esprimere la nostra soddisfazione e il ringraziamento a
quella netta maggioranza di deputati, a partire dagli onorevoli Basilio
Catanoso e Susanna Cenni, che con taglio trasversale ha voluto ribadire la
posizione del Parlamento. Vogliamo anche esprimere l'apprezzamento per la
posizione del Governo che ha confermato come questa materia non possa essere
terreno di strumentalizzazioni e blitz estemporanei, e ringraziare il
Ministro Brambilla che ha confermato il suo impegno anche attraverso la
lettera trasmessa oggi al Presidente della Camera Gianfranco Fini".

"Al Ministro Ronchi confermiamo sin da subito la nostra disponibilità
rispetto all'ottimo proposito da lui annunciato già nel corso della
precedente Legge Comunitaria: l'apertura di un Tavolo tecnico finalizzato a
elaborare le corrette risposte alle richieste europee, in modo da evitare
che nuovi blitz e strumentalizzazioni impediscano di agire su una materia
così delicata quale la conservazione della natura".

22 settembre 2009

UFFICIO STAMPA LIPU-BIRDLIFE ITALIA
__,_._,___
COMUNICATO STAMPA

NATURA: PERSONALITA' A FIANCO DELLA LIPU

PER FERMARE LA "CACCIA NO LIMITS"

Un emendamento alla legge Comunitaria 2009 potrebbe cancellare le date di
inizio e termine della stagione venatoria.

Indignazione e sostegno alla LIPU dal mondo dello spettacolo e della
cultura.

Indignazione e rabbia. Sono i sentimenti espressi nelle ultime ore da
personalità del mondo dello spettacolo, dello sport, da scrittori e
imprenditori, che hanno deciso di scendere a fianco della LIPU per
contrastare il nuovo tentativo di estendere la stagione di caccia, senza
limiti temporali che fissano, come prevede attualmente la legge, la data di
inizio e di fine della stagione venatoria.

Contro l'emendamento presentato dalla Lega Nord alla legge Comunitaria 2009,
e che potrebbe essere votato già domani, scendono in campo in tanti, da
Maurizio Costanzo a Licia Colò, da Vivian Lamarque a Susanna Tamaro, da
Marco Roveda a Carolina Morace, fino a Dacia Maraini Daniela Poggi e
Stefania Casini. Le loro testimonianze rafforzano la lotta di tutti coloro,
sempre più numerosi, che hanno a cuore le sorti della natura e degli animali
selvatici nel nostro Paese.

"Sono arrabbiato e indignato per questo tentativo, l'ennesimo, in corso al
Parlamento - sostiene con forza Maurizio Costanzo - Chi ci riprova sappia
che non molleremo mai". "Sono per un Paese civile, che difende la natura in
ogni sua espressione - aggiunge l'attrice Daniela Poggi - Sono per una
società in cui il rispetto verso gli altri, esseri umani, animali e
vegetali, sia al primo posto".

Contro l'idea di ampliare la stagione venatoria si pronuncia anche Susanna
Tamaro, naturalista oltre che grande scrittrice. "La fauna non è proprietà
dei cacciatori ma un bene che appartiene a tutti gli italiani che, magari,
ne vogliono godere in modo diverso. La società è cambiata. Le nuove
generazioni hanno sviluppato una diversa sensibilità nei confronti
dell'ambiente e hanno il diritto di avere un mondo meno devastato di quello
attuale".

Parole forti anche dall'attrice Stefania Casini, che ricorda le recenti
minacce di denunce pervenute alla LIPU la cui unica colpa è aver smascherato
l'ennesimo blitz dei sostenitori di 'caccia selvaggia'. "Denunciatemi -
scrive l'attrice - sono anch'io a favore della natura, rispetto gli animali,
voglio chiarezza e regole".

Sostegno alla LIPU anche dall'imprenditore Marco Roveda ("Ho fiducia nella
LIPU per l'ottimo operato"), e da Vivian Lamarque: "Aiutiamo la LIPU a
proteggere i nostri cieli. E aiutiamo i nostri giovani allontanandoli dalle
armi".

Un messaggio potente arriva anche da Carolina Morace: "La caccia non è
sport, ma violenza gratuita contro chi non può difendersi".

Un sostegno allo sforzo della LIPU di arginare la voglia di caccia "no
limits" è pervenuto anche da Licia Colò e Dacia Maraini, entrambe a fianco
della LIPU nelle battaglie contro la liberalizzazione della caccia.

21 settembre 2009

UFFICIO STAMPA LIPU-BirdLife Italia
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Messaggio da Giovanna » mer ott 07, 2009 6:08 pm

*Il NO della Conferenza Stato-Regioni al DDL Orsi sulla
riforma della 157/92 *

Associazione Vittime della Caccia
www.vittimedellacaccia.org

COMUNICATO STAMPA

7 ottobre 2009

Bocciatura del testo unificato del Disegno di Legge del sen.
Orsi anche da parte della Conferenza Stato-regioni.
Un altro fondamentale rifiuto alla riforma della 157/92 in
materia di caccia proposta dal senatore Orsi nel testo
unificato del Disegno di Legge che prende il suo nome.
"La Conferenza Stato-Regioni, organismo permanente di
consultazione per le norme proposte e in discussione, ha
bocciato quasi all'unanimità (ad esclusione della Regione
Veneto) il DDL Orsi. La posizione negativa espressa ieri 6
ottobre è oramai ufficiale: la 157 potrebbe essere solo
migliorata e per farlo devono essere coinvolte realmente
tutte le parti e non solo chi ha interesse a cacciare!"
dichiara Daniela Casprini dell'Associazione Vittime della
Caccia "l'impianto della 157/92 e il suo spirito di
conservazione e recepimento delle direttive europee deve
essere la base da cui non si può trascendere. Non
dimentichiamoci che la legge stabilisce che l'attività
venatoria è una concessione dello Stato non certo un
diritto
di pochi armati a cui verrebbe ulteriormente affidata
l'intera gestione del territorio, anche i fondi dei
privati!"

La forzatura che il mondo venatorio più estremista ha
voluto
con questo disegno di legge, in realtà ha fomentato
l'opposizione dell'opinione pubblica, anche alla luce
dell'altissimo numero delle vittime che anche questa
stagione venatoria sta riportando alle cronache, come
dichiara la presidente dell'Associazione Vittime della
Caccia "la gente comune rimasta ferita dalle armi da caccia
durante l'attività venatoria, alcuni a casa propria...
sono
ben 6! Mentre i morti per armi da caccia tra la gente comune
sono 4, uno in ambito venatorio e 3 in ambito extra
venatorio. I cacciatori feriti durante la loro attività
sono
11 e i morti 6 (5 in ambito venatorio). 17 feriti e 10 morti
per armi da caccia in nemmeno un mese: Si traggano le
proprie considerazioni secondo coscienza e non gridando al
pretestuoso allarmismo, è tutto documentato!
Se si deve ripensare alla 157 che lo si faccia in maniera
restrittiva e garantista per le persone che non vogliono
saperne di armi e cacciatori. Il territorio nazionale è
patrimonio di tutti, le specie selvatiche non sono
proprietà
dei cacciatori che vogliono ucciderle e gli aspetti legati
alla sicurezza nelle campagne antropizzate sono elementi che
devono essere preminenti e trattati con l'attenzione che
meritano, soprattutto in rapporto all'interesse generale e
non alla bramosìa di una lobby che è la minoranza nel
Paese!
Ne tenga conto la Commissione Ambiente del Senato." conclude
Daniela Casprini dell'Associazione Vittime della Caccia

7 ottobre 2009

Maurizio Giulianelli, Ufficio Stampa Associazione Vittime
della Caccia
ass.vittime.caccia@gmail.com
info@vittimedellacaccia.org
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Messaggio da Giovanna » mer ott 21, 2009 11:29 am

PER FEDERFAUNA TUTTO FA PIL, ANCHE LE VITTIME DELLA CACCIA!
Altro che furore da ideologia animalista!

Comunicato Stampa
21.10.2009

ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA


PER FEDERFAUNA TUTTO FA PIL, ANCHE LE VITTIME DELLA CACCIA!

ALTRO CHE FURORE DA IDEOLOGIA ANIMALISTA!

"Bella levata di scudi, quella di FederFauna, in favore dei
cacciatori! Possibile che ci si dimentichi che la caccia in
Italia provoca morti e feriti anche tra i cittadini inermi?
Siamo alle solite, e anche FederFauna spezza una lancia in
favore del mondo venatorio dipingendo impropriamente la
caccia come fattore di regolazione, controllo
dell'eco-sistema, oltre che come motore dell'economia",
dichiara Maurizio Giulianelli, vice-presidente
dell'Associazione Vittime della Caccia, all'indomani
dell'uscita di FederFauna sulla Legge 189.

"Il nostro Paese è peraltro sistematicamente oggetto di
critiche e pesanti sanzioni da parte dell'unione Europea e
questo comporta costi per tutti i contribuenti, altro che
rafforzamento dell'economia!" aggiunge Giulianelli.

L' Associazione Vittime della Caccia stigmatizza la difesa
operata nei confronti del mondo venatorio e richiama
FederFauna ad un'analisi più rispondente all'oggettività
delle cose, soprattutto in ragione dell'appello che lancia
al Parlamento con l'obiettivo di sostenere un approccio
legislativo per una tutela degli animali 'più soft',
spostando la questione dalla parte degli interessi di chi su
gli animali o lucra o opera un gioco al massacro come nel
caso dei cacciatori.

"Se la logica di FederFauna guarda solo al Prodotto Interno
Lordo e al mercato, allora anche gli incidenti di caccia ne
costituiscono un incentivo, visto che tutto ciò che
mettono
in moto (soccorsi, corpi di polizia, assicurazioni, spese
sanitarie e ahinoi introiti per le imprese funebri...)
movimenta economia e crea fatturato", precisa Giulianelli e
conclude: "Esprimiamo inoltre il più profondo disappunto
per
quanto dichiarato sugli animali esotici, visto che in larga
misura è un commercio crudele che produce contestualmente
un
fatturato illegale tra i più fiorenti, sottacendo le
ingenti
spese che lo Stato è costretto a sostenere per tamponare
questo deprecabile fenomeno.
FederFauna dimostra di essere inoltre molto lontano dal
percepire la sensibilità crescente dei cittadini sul tema
della tutela e del rispetto degli animali, cosa questa
sganciata da mere logiche economiche e di mercato. Il valore
della vita, a qualunque specie essa appartenga, va ben oltre
gli interessi di qualsiasi settore dell'economia basato
sullo spregio dell'altrui esistenza".

In risposta al Comunicato di FederFauna del 20.10.2009
di cui al link:
http://www.newsfood.com/q/57140412/fede ... legge-189/

Maurizio Giulianelli, Associazione Vittime della Caccia
ass.vittime.caccia@gmail.com - info@vittimedellacaccia.org
www.vittimedellacaccia.org
- São aves cheias de abismo,
Como nos sonhos as há.
- Fernando Pessoa

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