Stazione Ornitologica Abruzzese

Qui si possono inserire notizie e iniziative d'interesse ornitologico e ambientale, oltre alle petizioni pro ambiente e animali

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Nuri945
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Re: Stazione Ornitologica Abruzzese

Messaggio da Nuri945 » sab apr 27, 2013 1:57 pm

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WWF: ECATOMBE DI LUPI IN ABRUZZO, ALMENO 34 MORTI DALL'INIZIO DELL'ANNO.

COMUNICATO STAMPA WWF DEL 27 APRILE 2013

Ecatombe di fauna in Abruzzo:dal primo gennaio morti almeno 34 lupi, uno ogni tre giorni.

Il WWF: preoccupati per i grandi mammiferi appenninici, finora dai principali enti soprattutto parole quando servono interventi concreti.

“E' una vera e propria ecatombe” così il WWF commenta gli ultimi dati relativi ai lupi trovati morti in Abruzzo dall'inizio dell'anno. Almeno trentaquattro esemplari sono stati ritrovati dal primo gennaio 2013, una media di uno ogni tre giorni. Ovviamente resta imprecisato il numero di individui morti che non vengono ritrovati in aree impervie della regione. Pertanto la mortalità reale è anche sottostimata.

La stragrande maggioranza di queste morti sembra collegata ad un ceppo di cimurro nuovo per l'Abruzzo, probabilmente arrivato in Appennino attraverso cani provenienti dall'estero o cani che per un periodo sono stati in altri paesi e sono diventati portatori della malattia. A questa causa, con 15 carcasse su 24 testate risultate positive alla malattia, si aggiungono investimenti da auto e uccisioni deliberate con arma da fuoco, lacci e veleno.

Dichiara Dante Caserta, presidente f.f. del WWF Italia ”Siamo estremamente preoccupati per il futuro della preziosa fauna abruzzese che ogni giorno perde esemplari quasi sempre a causa dell'uomo, come accaduto anche con l'ultimo orso morto sull'autostrada. La tutela del patrimonio di biodiversità della regione, di valore europeo, lascia sempre di più il passo all'incuria delle istituzioni preposte. Ad esempio, da anni chiediamo pubblicamente interventi sulle strade, promuovendo anche incontri presso le nostre oasi, come quella del Sagittario che ha realizzato nel suo piccolo interventi seppur limitati sulle strade del Comune di Anversa degli Abruzzi. A tutto ciò nessun atto concreto dalle principali istituzioni è seguito, quando basterebbe introdurre semplici accorgimenti nei lavori di manutenzione straordinaria da parte degli enti gestori delle strade. Ormai esistono sensori che allertano gli automobilisti in caso di presenza di animali sulle carreggiate. Si possono installare rallentatori nei tratti più rischiosi, alcuni dei quali conosciuti da decenni, come quello tra il bivio della Camosciara e Villetta Barrea oppure quello sulla Sannite a Villalago. Oppure si possono impiegare autovelox, riuscendo anche a reprimere il fenomeno delle vere e proprie gare che si svolgono lungo alcune di queste strade. Il Governo olandese da decenni ha studiato e poi realizzato una rete di ecodotti – veri e propri ponti e sottopassi destinati agli animali - per coniugare sicurezza stradale e permeabilità di quelle che vengono chiamate barriere ecologiche, come autostrade e ferrovie. Tutto ciò servirebbe anche per salvare vite umane. Per quanto riguarda la diffusione del cimurro, anche in questo caso il sospettato è l'uomo per via della presenza di cani non vaccinati e di un continuo via vai tra Italia e l'estero, soprattutto dall'Est Europa. Anche in questo caso sono indifferibili interventi radicali sul territorio, con vaccinazioni a tappeto e forti limitazioni nell'introduzione degli animali nelle aree naturali, escludendo quelle non indispensabili per ragioni di lavoro, come nel caso degli allevatori, e sottoponendoli comunque a stretta sorveglianza sanitaria. Infatti non solo è a rischio il lupo ma anche i cuccioli di orso possono morire a causa di questa malattia. In generale sono irrinunciabili interventi urgenti per la gestione del patrimonio zootecnico, il corretto monitoraggio sanitario degli animali domestici, partendo dai cani di allevatori e cacciatori, e azioni per la tutela degli habitat prioritari in cui vivono orsi, lupi e camosci”.

Per comprendere le azioni che possono essere messe in campo nel settore della sicurezza dei trasporti consigliamo, a mero titolo di esempio, di visitare il sito http://www.wildlifeaccidents.ca/ e consultare il documento

http://team.bk.tudelft.nl/Education/201 ... %20DEF.pdf
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Re: Stazione Ornitologica Abruzzese

Messaggio da Nuri945 » ven mag 31, 2013 12:52 pm

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A PESCARA ARRIVANO LE DUNE E I FRATINI GRAZIE A WWF E S.O.A.!

A Pescara WWF e Stazione Ornitologica Abruzzese regalano alla città un'oasi di natura in spiaggia.

Dopo decenni tornano le dune, i cartelli didattici delle associazioni spiegano a cittadini e turisti l'ecologia delle piante psammofile e del raro Fratino.

La Natura riconquista una porzione di città a Pescara, con le dune che tornano a caratterizzare un tratto del litorale in pieno centro urbano. All'altezza della Madonnina presso il molo nord del porto grazie all'azione del WWF e della Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus rare specie di piante e di animali tipici delle spiagge hanno ricolonizzato un'area che ora è stata anche resa fruibile dai cittadini. Pescara ha ora un vero e proprio laboratorio all'aperto sulla biodiversità della costa adriatica dove conoscere il volto naturale di una spiaggia.. Il processo di rinaturalizzazione è partito alcuni anni or sono quando una coppia di Fratino, una rara specie di uccello, ha tentato di nidificare nell'area del molo nord dove si è formato negli anni un ampio accumulo sabbioso. Le tempestive segnalazioni delle associazioni bloccarono i periodici lavori di cosiddetta “pulizia” meccanica della sabbia che solitamente causa la totale scomparsa di ogni specie di pianta trasformando la spiaggia in una perfetta tavola piatta completamente artificiale.

Da allora WWF e Stazione Ornitologica Abruzzese assicurano la pulizia manuale dai materiali spiaggiati di origine antropica, come bottiglie, pezzi di plastica e rifiuti vari, lasciando invece quelli vegetali, come piccoli tronchi e rami, che costituiscono elementi importanti per l'accumulo della sabbia trasportata dal vento. Sono subito comparse le prime piante pioniere che hanno iniziato a stabilizzare la sabbia e a formare i primi embrioni dunali.

Le due associazioni, visto che il Piano spiaggia vigente destina l'area a parco delle dune e considerato che in pochi anni i nidi di Fratino sono aumentati facendo di questo tratto di spiaggia l'area di nidificazione più importante d'Abruzzo come densità, hanno richiesto a Comune e Capitaneria di Porto la possibilità di poter recintare con circa 200 paletti e centinaia di metri di corda le aree con vegetazione. In questo modo è stato anche limitato il disturbo dei passanti ai fratini in cova e con i piccoli. Sono state predisposte bacheche con cartelli che contengono magnifiche immagini del Fratino con i piccoli e brevi spiegazioni sull'ecologia della specie. Tra poco, una volta terminata la stagione riproduttiva del Fratino, saranno anche posizionati cartellini sulle piante più peculiari. Si tratta di un vero e proprio “regalo” alla città da parte delle due associazioni che hanno impegnato fondi propri, anche per dimostrare che con poco è possibile mitigare il danno che arrechiamo alla Natura. Da un punto di vista ambientale i risultati si sono visti immediatamente: quest'anno ben sette nidi di Fratino sono stati individuati e due hanno già prodotto piccoli che attualmente sono accuditi dai genitori. Diverse specie di piante adattate alla vita sulla sabbia hanno ricolonizzato gli embrioni dunali come la Silene colorata o il Ravastrello.

Dichiara Augusto De Sanctis, presidente della Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus “Dopo decenni a Pescara sono tornate le formazioni dunali che caratterizzavano il litorale pescarese fino agli anni '50 del secolo scorso. Grazie a questa sistemazione l'area della spiaggia della Madonnina è stata scelta come sito riproduttivo da diversi fratini, un uccello ormai molto raro e minacciato, protetto a livello comunitario. Ringrazio tutti i volontari della SOA e del WWF che con passione ed abnegazione stanno dando un supporto incredibile al progetto. La collaborazione con la Lega Navale e con la Coop.Cogecstre e la disponibilità dell'amministrazione comunale di Pescara, della Capitaneria di Porto e di Attiva SPA, con l'assenso della Provincia e del Corpo Forestale dello Stato, hanno permesso la nascita di questa vera e propria oasi in città che offrirà l'opportunità a tutte le scuole di Pescara e dintorni di studiare un ambiente particolare. Oggi hanno partecipato all'inaugurazione gli studenti dell'ottavo circolo e siamo convinti che anche tanti turisti apprezzeranno questo primo intervento. Auspico che nell'immediato futuro si possa ulteriormente migliorare l'allestimento, magari con un punto di osservazione e con altri cartelli didattici”.

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Re: Stazione Ornitologica Abruzzese

Messaggio da Nuri945 » ven lug 05, 2013 12:37 pm

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RICERCA SUI CONTAMINANTI SVOLTA DALL'OASI WWF GOLE DEL SAGITTARIO PUBBLICATA SU MICROCHEMICAL JOURNAL

COMUNICATO STAMPA WWF DEL 5 LUGLIO 2013

Ricerca scientifica, biodiversità e inquinamento ambientale.

La Rivista scientifica internazionale “Microchemical Journal” pubblica i risultati di uno studio svolto nell'Oasi WWF Gole del Sagittario ad Anversa degli Abruzzi

I risultati di una ricerca condotta nell'Oasi WWF Gole del Sagittario ad Anversa degli Abruzzi (AQ) sono stati recentemente accettati e poi pubblicati dalla rivista scientifica internazionale “Microchemical Journal” (http://www.journals.elsevier.com/microchemical-journal/), nel numero di marzo 2013.

L'Articolo “Evaluating contamination in the Red-billed Chough Pyrrhocorax pyrrhocorax through non-invasive sampling” è firmato da Augusto De Sanctis del WWF, Guillermo Blanco del Consejo Superior de Investigaciones Científicas spagnolo, Michela Mariottini, Emiliano Fanello, Cristiana Guerranti, Silvano Focardi e Guido Perra dell'Università di Siena (l'abstract e le figure possono essere consultate online al link http://www.sciencedirect.com/science/ar ... 5X12002068).

Si tratta di uno studio condotto attraverso l'uso di un metodo non invasivo finalizzato al bio-monitoraggio degli inquinanti nell'ambiente e alla verifica del potenziale impatto della contaminazione sulla conservazione di specie rare. Infatti, oggetto della ricerca è stato il Gracchio corallino, il più raro corvide europeo, particolarmente protetto a livello comunitario dalla Direttiva 147/2009/CE. E' presente nell'Oasi WWF Gole del Sagittario con una colonia tra le più importanti dell'Appennino. La specie nidifica in cavità di pareti rocciose e, da pochi decenni, anche su edifici, soprattutto nella penisola iberica e in Scozia. Nell'Oasi del WWF e in generale nell'Appennino abruzzese la specie è oggetto da anni di un progetto di studio multidisciplinare condotto dal WWF e dalla Stazione Ornitologica Abruzzese, anche grazie alla collaborazione a livello internazionale con gruppi di ricerca afferenti ad università ed istituti scientifici.

Dichiara Augusto De Sanctis, coordinatore delle Oasi abruzzesi del WWF e co-autore della ricerca “Gli animali possono essere molto importanti per il biomonitoraggio finalizzato a valutare lo stato dell'ambiente in cui vivono, attraverso l'esame del livello di contaminazione a cui sono esposti. Queste ricerche spesso comportano l'uso di metodi invasivi, con la cattura e la raccolta di materiale biologico. Invece qui abbiamo utilizzato le penne cadute naturalmente dagli animali durante la muta. In collaborazione con i colleghi del Museo di Scienze naturali di Madrid e dell'Università di Siena, dove sono state condotte le analisi, abbiamo comparato il livello di alcuni contaminanti tra diverse popolazioni della specie in Italia, penisola iberica e Canarie. Il livello di contaminazione è risultato generalmente basso rispetto ad altre specie, soprattutto per quanto riguarda i pesticidi usati in agricoltura, anche se si deve tener conto della scarsità di altri riferimenti bibliografici essendo il nostro uno dei primi studi condotti con questa metodologia. I gracchi corallini solitamente vivono in ambienti poco antropizzati e caratterizzati da agricoltura tradizionale e non intensiva. Per quanto riguarda gli inquinanti di origine industriale e da traffico sono emerse indicazioni gestionali importanti. Ad esempio, i livelli più alti degli eteri bifenili polibromurati, sostanze tossiche presenti in plastiche, articoli tessili, corpi elettronici, sistemi di circuiti, sono stati riscontrati nelle penne della popolazione nidificante nei pressi dell'area più antropizzata, con grandi infrastrutture viarie, la più grande discarica spagnola con inceneritore e diverse industrie. Inoltre i gracchi corallini nidificanti alle Gole del Sagittario hanno mostrato una contaminazione da Idrocarburi Policiclici Aromatici, probabilmente legata alle emissioni del traffico veicolare che percorre la strada di fondovalle, posta proprio nei pressi della colonia. Il biomonitoraggio è un settore di ricerca estremamente importante, soprattutto se ha per oggetto specie per la cui conservazione esistono precisi obblighi per gli enti pubblici”.

Si allegano due foto di Gracchio corallino scattate all'Oasi WWF Gole del Sagittario da Franco D'Ostilio, che si ringrazia per la disponibilità.


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Re: Stazione Ornitologica Abruzzese

Messaggio da Nuri945 » mar lug 23, 2013 8:54 am

Stazione Ornitologica Abruzzese ONLUS
GLI SPLENDIDI RIGOGOLI IN ABRUZZO
La spettacolare foto di Fernando Di Fabrizio dell'Oasi WWF del lago di Penne, mostra un meraviglioso rigogolo maschio, dal piumaggio giallo oro, intento ad accudire i pulcini nel nido. Nidifica in Abruzzo in lembi di boschi, soprattutto ripariali. A fine agosto inizia la migrazione verso l'Africa. Dopo circa 5000 km di volo svernerà nell'Africa sub-sahariana.

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Re: Stazione Ornitologica Abruzzese

Messaggio da Nuri945 » dom set 01, 2013 1:40 pm

da fb Stazione Ornitologica Abruzzese ONLUS

OGGI I CACCIATORI SPARANO ANCHE IN ABRUZZO A QUESTI ANIMALI. CONDIVIDERE E SCRIVERE AL MINISTRO

WWF: LA PREAPERTURA E’ ORMAI LA REGOLA, IN ITALIA CACCIA FUORI CONTROLLO.

ECCO A COSA SPARANO: NELLA FOTO UN PULCINO DI TORTORA, AL NIDO ANCORA IL 29 AGOSTO! QUINDI SI "DIVERTONO" AD UCCIDERE GIOVANI APPENA INVOLATI. UN GRANDE SPORT...

Il primo settembre inizia la mattanza delle Tortore e di altre 13 specie in 16 regioni, milioni di uccelli di specie in declino in Europa saranno abbattuti in pochi giorni, maglia nera a Umbria e Marche.

E sui social network appello per dire no alla caccia selvaggi
scrivi anche tu https://www.facebook.com/wwfitalia

La caccia riapre in quasi tutta Italia il primo settembre, nonostante la Legge 157/92 preveda l’apertura ordinaria la terza domenica di settembre, che quest'anno cade il 15.

Dante Caserta, Presidente WWF Italia ha dichiarato: “Purtroppo la gestione venatoria in Italia continua ad essere in balia dell'estremismo venatorio e delle armi e di amministratori compiacenti a cui non importa della sopravvivenza delle loro stesse prede oltre che delle norme comunitarie che le tutelano.”

Considerando che i cacciatori sono circa 750.000, in Italia sarebbe possibile teoricamente abbattere legalmente 15 milioni di tortore, che è la stima di tutta la popolazione europea!

Le norme consentono in casi limitati e specifici, in presenza di condizioni favorevoli, un anticipo.
A guardare i calendari venatori delle regioni sembrerebbe che la fauna goda di ottima salute, visto che in ben 16 regioni ci sarà l’anticipo, che riguarderà complessivamente 14 specie.

In realtà la cosiddetta preapertura impatta principalmente su una specie, la Tortora, che a livello europeo è in stato di conservazione sfavorevole perché in costante declino numerico e che in questo periodo è ancora nella fase di nidificazione, come dimostrano diversi studi realizzati in area mediterranea e anche il ritrovamento di un pulcino portato al centro recupero animali selvatici di Rimini in questi giorni. Inoltre alcune regioni (Puglia, Calabria, Friuli, Campania*) hanno previsto la preapertura su un’altra specie migratrice in declino, la Quaglia, con il parere sfavorevole dell’ISPRA.

La “maglia nera” delle regioni, riottose alle norme comunitarie e addirittura a provvedimenti della giustizia amministrativa, incuranti delle plurime condanne che hanno umiliato il nostro paese davanti alla Corte di Giustizia Europea spetta a due regioni, l’Umbria, che apre a ben 9 specie, e le Marche, in cui si potrà sparare a 8 specie, in entrambi i casi con il parere sfavorevole dell'ISPRA su diverse di queste. Ad esempio, il Colombaccio verrà cacciato in pieno periodo riproduttivo in aperto contrasto con la direttiva comunitaria 147/2009/CE! La Regione Abruzzo si segnala perché aprirà in anticipo pur in assenza dell’obbligatorio Piano Faunistico Venatorio, determinante in base alla legge per iniziare a valutare la possibilità di una preapertura: e questo, nonostante abbia perso 5 ricorsi al TAR negli ultimi 5 anni, oltre a un ricorso al Consiglio di Stato e a due ricorsi alla Corte Costituzionale! In quest’ultimo caso il WWF sta valutando un esposto alla Magistratura ordinaria per inottemperanza rispetto a provvedimenti giudiziari, visto che l’ennesimo ricorso al TAR pare ormai senza prospettive di provocare un reale cambiamento.

Sulla Tortora, su cui si concentrerà un’incredibile potenza di fuoco, visto che tutte le preaperture riguardano questa specie, ciò avverrà con l’avallo dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Il WWF ha scritto una circostanziata nota ai Ministeri competenti ed alla Direzione Generale dell’ISPRA in cui richiamiamo gli obblighi dello Stato Italiano per la corretta applicazione della Direttiva Comunitaria 147/2009/CE “Uccelli”, visto che l’ISPRA ha concesso parere favorevole su questa specie nonostante dichiari di non sapere quanti individui vengono uccisi ogni anno e manchi un Piano di Gestione Nazionale sulla Tortora. La raccolta preventiva di queste ed altre informazioni sulla dinamica della popolazione sono obbligatorie secondo il Piano di Gestione europeo che è stato redatto già nel 2007 e che prevedeva anche l’obbligo di attuare azioni di miglioramento ambientale che non sono state fatte. Inoltre, le tortore presenti in questo periodo in Italia provengono in larga parte da popolazioni dell’Europa centrale che sono in declino. Pur ammettendo l’assenza di dati e che “in teoria” per le specie in declino bisognerebbe sospendere l’attività venatoria, l’ISPRA applica un suo singolare “principio di precauzione” concedendo non solo la possibilità di anticipare il periodo di caccia, ma anche di abbattere fino a 20 individui nella stagione per cacciatore.

Tutto ciò senza considerare la piaga del bracconaggio, che incide pesantemente sulla fauna.
Tra l’altro alcune regioni vanno ben oltre, aprendo in anticipo su altre specie in declino, secondo i dati dello stesso ISPRA, come la Marzaiola, il Beccaccino, e, come detto, la Quaglia, o aumentando i giorni di preapertura, con il parere sfavorevole dell’ISPRA.
Toscana e Lazio si sono contraddistinte per aver assunto provvedimenti per la preapertura in questi giorni, quando la legge prescrive espressamente che il Calendario venatorio deve essere varato entro il 15 giugno. Una condotta che inibisce la possibilità per le associazioni di presentare ricorsi che possano avere efficacia in quanto arriverebbero a fatto compiuto, un comportamento in contrasto con ogni principio di buon andamento della pubblica amministrazione e del rapporto cittadini-istituzioni.

In Campania, dove il WWF è riuscito in extremis ad intervenire, il TAR ha infatti sospeso l’apertura anticipata. Anche in questa regione però, come in Abruzzo, nonostante numerosi annullamenti da parte del Giudice amministrativo a seguito di ricorsi del WWF negli anni precedenti , riguardanti i calendari venatori ed i piani faunistici, la regione continua ad approvare atti che violano pesantemente le leggi nazionali e quelle europee a tutela della Fauna selvatica e degli habitat naturali: l’ultima notizia negativa è del 28 agosto in cui il Consiglio regionale ha approvato una complessa modifica della legge regionale sulla caccia, peraltro già modificata proprio un anno fa (Legge 26 del 9.8.2012), in cui si aumentano illegittimamente e senza limiti tempi, luoghi modi di caccia.
Il WWF farà richiesta al Governo nazionale per impugnare la nuova legge campana dinanzi alla Corte Costituzionale, così come ha già fatto ed ottenuto recentemente in Piemonte (legge n. 11 del 5/6/2913), in Abruzzo, e molte altre regioni negli ultimi anni. La Corte ha ormai decine di volte ribadito che la disciplina della caccia appartiene alla potestà legislativa esclusiva dello Stato in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema (lettera s), comma 2 dell'art. 117, Cost.), e che le regioni, nell’esercizio della loro potestà legislativa residuale in materia, possono modificare la disciplina statale esclusivamente nella direzione dell’innalzamento del livello di tutela (cfr., da ultimo, Corte cost, 12 dicembre 2012, n. 278).

Il WWF continuerà a vigilare con decine di avvocati e centinaia di guardie volontarie, anche ricorrendo ai tribunali italiani ed europei.

Ma tutti possono fare qualcosa, da oggi infatti sui social network partono gli appelli al presidente Letta e al Ministro dell’Ambiente Orlando per dire NO a caccia selvaggia e chiedere alle Istituzioni ed ai cacciatori il rispetto delle leggi italiane ed europee per la tutela della fauna selvatica e della natura, ricordando loro che è un dovere ed un obbligo verso l’Europa e la comunità internazionale.

SEGUE SCHEDA SULLE SPECIE CACCIABILI E SULLE APERTURE NELLE REGIONI

30 agosto 2013

REGIONI CON PREAPERTURA
Toscana
Tortora, Colombaccio, Merlo, Gazza, Ghiandaia, Cornacchia grigia + deroga allo Storno in 69 comuni
Umbria
Tortora, Alzavola, Marzaiola, Germano reale, Merlo, Colombaccio, Cornacchia grigia, Ghiandaia, Gazza
Abruzzo
Tortora, Cornacchia grigia, Gazza, Ghiandaia, Merlo
Veneto
Tortora, Merlo, Ghiandaia, Gazza, Cornacchia nera, Cornacchia grigia, Colombaccio
Emilia Romagna
Tortora, Cornacchia grigia, Ghiandaia, Gazza, Merlo (solo Province di Rimini, Forlì, Modena e Ravenna). Nelle Province di Reggio Emilia e Piacenza solo la Tortora. Deroga allo Storno e Piccione.
Lombardia (solo la provincia di Brescia)
Tortora, Cornacchia grigia, Cornacchia nera
Piemonte
Tortora, Ghiandaia, Cornacchia grigia, Cornacchia nera, Gazza, Ghiandaia
Basilicata
Tortora
Calabria
Tortora, Colombaccio
Campania
Tortora, Quaglia, Gazza, Ghiandaia
Friuli Venezia Giulia
Quaglia, Tortora, Alzavola, Beccaccino, Colombaccio e Marzaiola.
Lazio
Tortora, Cornacchia grigia, Ghiandaia, Gazza, Merlo
Marche
Tortora, Colombaccio, Cornacchia grigia, Gazza, Ghiandaia, Alzavola, Germano reale, Marzaiola
Puglia
Tortora, Quaglia
Sardegna
Tortora
Sicilia
Tortora, Colombaccio, Coniglio selvatico


REGIONI SENZA PREAPERTURA
Molise, Liguria, Lombardia (tranne Brescia), Valle d'Aosta, province autonome di Trento e Bolzano.
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Re: Stazione Ornitologica Abruzzese

Messaggio da Nuri945 » lun set 02, 2013 6:14 pm

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UNA FOTO DELLE RONDINI AL DORMITORIO DEL MATESE



MIGRANDATA MATESE 2013

Come Presidente della Stazione Ornitologica Abruzzese ho pensato di andare a visitare il campo di inanellamento che per il quarto viene organizzato dai nostri cugini campani dell'Ass.ARDEA al Lago del Matese. Un posto veramente splendido dove decine di migliaia di rondini fanno dormitorio durante la migrazione post-riproduttiva. Oltre 2000 le rondini inanellate e più di 50 specie segnalate. Bravi i tanti ragazzi dell'Ass. Ardea che hanno organizzato l'iniziativa e grazie per la gentile ospitalità (per dire..l'inanellatore Rosario Balestrieri russa da morire ma da i tappi agli ospiti e racconta storie pazzesche alle 05:30 del mattino!). Spettacolare la scena dei falchi pellegrini che sfrecciano sulle rondini al tramonto, predandone diverse.
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Re: Stazione Ornitologica Abruzzese

Messaggio da Nuri945 » mar set 17, 2013 4:40 pm

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UN EVENTO STRAORDINARIO IN ABRUZZO, LA SCHIUSA DI UN NIDO DI CARETTA CARETTA!

Anche la SOA festeggia questo evento straordinario documentato dal video del nostro socio Adriano De Ascentiis. A memoria d'uomo non si ricorda in Abruzzo la schiusa di un nido di Caretta caretta.

https://www.facebook.com/photo.php?v=10 ... =2&theater

17 settembre 2013 0.47
SILENZIO....PARLA LA NATURA!!! 16.09.2013 schiusa uova Caretta caretta . Lido la Rosa dei Venti . Roseto degli Abruzzi (video Adriano De Ascentiis)
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Re: Stazione Ornitologica Abruzzese

Messaggio da Nuri945 » lun ott 07, 2013 1:03 pm

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LA PITTIMA MINORE
Il socio della Stazione Ornitologica Abruzzese ONLUS Renzo Di Biase ci invia un'altra immagine di una interessante osservazione effettuata alla foce del Trigno in questi giorni. Si tratta di una Pittima minore, una specie sicuramente poco comune, presente esclusivamente durante le migrazioni. Si riconosce per il becco leggermente curvo. Tra poco raggiungerà l'Africa sub-sahariana dove passerà l'inverno.

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Re: Stazione Ornitologica Abruzzese

Messaggio da Nuri945 » ven ott 18, 2013 1:19 pm

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Stazione Ornitologica Abruzzese ONLUS
Una cosa incredibile, anche per l'avifauna come il Merlo acquaiolo

L'ENEL SECCA IL FIUME SAGITTARIO. IL WWF: INCREDIBILE, IMMEDIATE SANZIONI. NELLA FOTO, L'ALVEO ASCIUTTO.
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COMUNICATO STAMPA DEL 18/10/2013

L'Enel “secca” il Sagittario nella Riserva e Oasi WWF delle Gole del Sagittario.

Maldestra operazione alla diga di S. Domenico toglie l'acqua per ore al fiume.

Il WWF: sanzioni ai responsabili, è un Sito di Interesse Comunitario.

Il WWF interviene sull'incredibile caso del Fiume Sagittario mandato completamente “in secca” all'interno della Riserva naturale regionale e Oasi WWF Gole del Sagittario tra Villalago ed Anversa degli Abruzzi (AQ). A causa di una maldestra operazione di manutenzione dell'ENEL presso la Diga di S, Domenico, il rilascio è stato modificato in maniera tale da non far arrivare per diverse ore neanche un litro di acqua nell'alveo del fiume proprio in uno dei tratti più significativi dal punto di vista naturalistico.

Solo grazie al personale della Riserva delle Gole del Sagittario è stato richiesto un immediato sopralluogo al Corpo Forestale dello Stato e all'ENEL stessa che ha provveduto ad apportare un'ulteriore modifica al rilascio di acqua da monte assicurando la ripresa in tarda serata del deflusso. Il Direttore della Riserva ha provveduto a verbalizzare l'accaduto ai fini dell'espletamento degli atti successivi che appaiono doverosi, come un esposto alla Procura da parte degli enti competenti, a partire dal Corpo Forestale dello Stato che è l'organo di vigilanza preposto al rispetto del Decreto del Presidente della Repubblica 357/97 che tutela i Siti di Interesse Comunitario come le Gole del Sagittario.

Dichiara il Presidente del WWF Abruzzo Luciano Di Tizio “Quanto accaduto ha dell'incredibile. Anni di sforzi per la conservazione della natura portati avanti anche con risorse pubbliche possono essere sacrificati a causa di un'operazione maldestra che non appare essere stata pianificata secondo i principi europei. Infatti tutti gli interventi che anche solo potenzialmente possono influenzare negativamente un Sito di Interesse Comunitario devono essere assoggettati preliminarmente a Valutazione di Incidenza Ambientale, richiesta dalla Direttiva 43/92/CEE “Habitat”. Per ore il corso d'acqua è andato completamente a secco. Per quanto riguarda le conseguenze basti pensare alla fauna ittica, visto che la trota si riproduce proprio ad ottobre deponendo sul fondo dell'alveo le proprie uova. Inoltre, tutta la flora e la fauna del fiume strettamente connessa all'acqua, come plecotteri, efemerotteri e decine di altri organismi, sono stati gravemente impattati da questa operazione. Ritengo doveroso per gli enti pubblici competenti, dalla Regione Abruzzo al Corpo Forestale dello Stato, intervenire per individuare le responsabilità e sanzionarle visto che esistono precisi obblighi di tutela che devono essere rispettati. Basti pensare che la rilevanza ambientale dei Siti di Interesse Comunitari è tale che recentemente è stato introdotto nel Codice Penale un reato apposito relativo alla perturbazione di habitat e specie protette in questi siti.”
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Re: Stazione Ornitologica Abruzzese

Messaggio da Nuri945 » gio ott 24, 2013 12:47 pm

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ORSA INVESTITA STANOTTE A VILLALAGO! WWF E RISERVA GOLE DEL SAGITTARIO: TRISTEMENTE ANNUNCIATO

preghiamo di condividere questa storia allucinante!

Comunicato stampa del 24/10/2013

Orsa investita sulla strada Sannite. “Tristemente annunciato”.
La Riserva delle Gole del Sagittario divulga un verbale del 2010 dove si lanciava l’allarme.
Da allora praticamente nessun intervento.

L’incidente avvenuto sulla strada Sannite, tra Anversa degli Abruzzi e Villalago, con l’investimento di un orso, spiace dirlo, era largamente annunciato.
L’investimento è avvenuto appena fuori dalla Riserva e Oasi WWF delle Gole del Sagittario, su un rettilineo dove in questi anni si sono susseguite segnalazioni anche di più orsi. Nel 2010, l’osservazione proprio in quel tratto di un’orsa con due cuccioli sulla strada, pubblicizzata con un video notturno, mandato in onda da un’emittente nazionale, suscitò fortissima preoccupazione nel personale della Riserva e del WWF, consci del rischio sia per le persone sia per la fauna selvatica.
In collaborazione con il WWF, il Direttore della Riserva Filomena Ricci convocò un incontro presso il Comune di Anversa degli Abruzzi, un piccolo comune di 400 abitanti (!), invitando i principali enti responsabili, dall’Ufficio Parchi della Regione Abruzzo all’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dall’Amministrazione Provinciale di L’Aquila, responsabile della gestione e manutenzione della strada, al Corpo Forestale dello Stato.
Nell’incontro si ribadì l’urgenza di intervenire sulla Sannite con sistemi che la Riserva delle Gole del Sagittario e il Comune di Anversa degli Abruzzi, aveva attuato, nel suo piccolo e con le poche risorse a disposizione, da anni. Intanto il Comune di Anversa, grazie all’Oasi, si è dotato dal 2008, di uno specifico studio scientifico sul grado di rischio associato ad ogni tratto stradale del territorio comunale. Ci chiediamo se la Provincia o il PNALM abbiano questo strumento. Successivamente, l’Oasi e il Comune hanno installato a proprie spese nel territorio della riserva e a monte del paese verso Casale, sulla strada gestita dalla provincia, appositi cartelli e particolari catarifrangenti, che pur non riducendo a zero il rischio, costituiscono comunque un approccio attivo al problema. In realtà, visto che purtroppo è fatto noto (riportato da tutta la letteratura del settore) che i semplici cartelli all’atto pratico dopo pochi giorni perdono efficacia (se non per sollevarsi da qualche responsabilità nei confronti degli automobilisti e presso il pubblico non specialista) in quanto spesso le persone non sono indotte a rallentare, esistono sistemi ancora più efficaci, che da anni si usano in strade, come quelle canadesi, in cui il rischio di incidenti gravi è molto elevato (visto che gli automobilisti incontrano le alci…). Invitiamo caldamente a visitare il sito http://www.wildlifecollisions.ca/default.aspx . Tra questi sistemi di allerta basati su sensori che “avvertono” l’arrivo di animali selvatici di grossa taglia e fanno scattare semafori o altri sistemi di allerta.
Inoltre, gli incidenti stradali con la fauna selvatica si concentrano in tratti particolari, come quello in questione, ed è fondamentale identificarli su mappa per indirizzare gli interventi. Da quanto ne sappiamo, gli operatori dell’Amministrazione Provinciale non hanno neanche il GPS con cui mappare nel tempo i casi di investimento stradale, quando in Tanzania, al Parco del Selous, i guardiaparco da anni georeferenziano i casi di bracconaggio con un attrezzo del costo di qualche centinaio di euro…
Il verbale parla chiaro, invitiamo a leggerlo, e quindi non lo commentiamo. Sappiamo che in questi giorni la provincia ha in corso un “problematico” (e dal forte impatto su fauna e flora di un sito di importanza comunitaria) intervento sulla “sicurezza” sulla Sannite per le reti paramassi del costo per la collettività di oltre un milione di euro. L’auto coinvolta nell’incidente con l’Orso ha riportato danni importanti. Ricordiamo che alcuni anni fa nella Marsica un motociclista morì per un impatto con un Lupo. Crediamo che sia legittimo chiedersi se esiste un approccio razionale o meno, con un’analisi dei costi-benefici e un’attenta pianificazione, al problema della sicurezza della circolazione e della gestione della fauna selvatica. Non vorremmo che, a parte il danno per il patrimonio faunistico, mentre copriamo di reti paramassi milionarie, la prossima volta ci scappi il morto per un più semplice (e prevedibile) incidente con un animale. Il rischio zero non esiste, ma bisogna tendere a questo obiettivo utilizzando, sia per il rischio incidenti per la fauna che per il rischio di caduta massi, le ormai poche risorse a disposizione in maniera efficace ed efficiente. Per il rischio di caduta servirebbe una pianificazione attenta con metodi scientifici stranoti e usati da anni in Nord Italia da tutti gli enti pubblici, che questa Riserva, da anni, richiede per iscritto, ma inutilmente. Per quanto riguarda la prevenzione del rischio di incidente stradale con la fauna selvatica, a mero titolo di esempio, proprio nel tratto interessato, esiste un sottopasso verso cui indirizzare la fauna invitandola con semplici recinzioni, del costo di poche migliaia di euro. Non ci pare che si stia lavorando in questa direzione da parte di Enti dalle risorse umane ed economiche (e dalla responsabilità sia verso i cittadini sia verso la tutela del simbolo della nostra Regione) ben più consistenti di quelle di una piccola Riserva, nonostante dopo quell’incontro siano morti investiti ben due orsi, quello a Pescasseroli (a maggio 2011) e quello a Tornimparte (aprile 2013).
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Re: Stazione Ornitologica Abruzzese

Messaggio da Nuri945 » gio ott 24, 2013 7:30 pm

a completamento della notizia precedente:

Animali a rischio
L'orsa investita in Abruzzo non ce l'ha fatta
L'esemplare di 5 anni era stato immediatamente soccorso ma è morta durante un intervento chirurgico. Polemica nella Regione per il rischio che si ripetano incidenti simili

Teramo, 24 Ottobre 2013

E' morta, nel corso di un intervento chirurgico presso il dipartimento di scienze cliniche e veterinarie dell'Università di Teramo, un'orsa di circa cinque anni, in età riproduttiva, investita da un giovane automobilista residente a Villalago. L'incidente, sul quale indagano gli agenti della forestale di Villetta Barrea, è accaduto lungo la strada della Valle del Sagittario, nel tratto tra Villalago e Anversa, ai limiti della zona di protezione esterna del Parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise. L'impatto è stato violento in relazione, sembra, alla velocità del mezzo in quel rettilineo e alla limitata larghezza della carreggiata. In quel tratto di strada l'ente Parco nell'inverno scorso aveva provveduto ad apporre delle tabelle che segnalano il pericolo di attraversamento degli orsi........continua qui http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=183069
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Re: Stazione Ornitologica Abruzzese

Messaggio da Nuri945 » sab dic 21, 2013 6:12 pm

HOME RANGE E SPOSTAMENTI DEL GRIFONE GYPS FULVUS NELL’APPENNINO CENTRALE
https://www.facebook.com/photo.php?fbid ... =1&theater

Catturare decine di grifoni nel Parco del Velino-Sirente, marcandone diversi con le trasmittenti GPS, è stata una delle più belle esperienze scientifiche a cui ho partecipato negli ultimi anni, grazie alla collaborazione con iol Corpo Forestale dello Stato - UTB di Castel di Sangro. Ora finalmente iniziamo a pubblicare i risultati di questa ricerca, che si sta rivelando utilissima anche per valutare correttamente i progetti di nuovi impianti eolici. Infatti centinaia di grifoni muoiono ogni anno impattando sulle pale in movimento.

Questo lavoro è stato pubblicato negli atti del Secondo Convegno Italiano sui Rapaci Diurni e Notturni, appena stampati.

Chi è interessato a ricevere il pdf del lavoro può richiederlo a: a.desanctis@wwf.it

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