Il primo anno di vita di un giovane falco

di Giacomo Dell’Omo, presidente di Ornis italica

Nel maggio 2017 i ricercatori di Ornis italica hanno dotato Seti, un giovane falco pellegrino, di un trasmettitore Gps-Gsm a ricarica solare che ha consentito di seguirne gli spostamenti, fornendo nuovi e importanti dati scientifici sul comportamento dei giovani falchi.

Seti è nato il 3 aprile 2017 da Agar e Vento, una delle coppie di pellegrini che ha nidificato a Roma in un nido artificiale posizionato sul tetto del Dipartimento di Economia dell’Università La Sapienza di Roma,  con il supporto di Terna.

Il trasmettitore è un piccolo strumento di appena qualche grammo che, assicurato a mo’ di zainetto sulla schiena del falchetto con una leggera imbracatura di teflon, rappresenta un fastidio trascurabile nella vita quotidiana dell’uccello, ma fornisce informazioni precise sui suoi spostamenti.

La quantità e la qualità delle informazioni raccolte grazie al Gps sono state utili per conoscere il comportamento del falco sin dai suoi primi voli. Il Gps ha poi registrato i suoi movimenti  una volta raggiunta l’indipendenza alimentare dai genitori. All’inizio Seti ha esplorato il territorio e  poi si è  stabilito a Roma, nei pressi del nido dov’è nato.

Gli spostamenti. Seguendo Seti nei primi mesi di vita, abbiamo notato diversi comportamenti a seconda delle stagioni. L’estate è dedicata all’esplorazione, con picchi di distanze giornaliere percorse di oltre 200 chilometri. Poche zone del Lazio rimangono sconosciute al nostro falco, che tra giugno e agosto ha visitato più volte il Parco dei Castelli Romani, le catene occidentali dell’Appennino centrale, la costa tra Anzio e Ostia, i laghi vulcanici del Viterbese. Tra il 7 e l’8 agosto, due delle giornate più torride del 2017, Seti ha fatto un tour di 176 km passando per l’alto Lazio e poi per Rieti, tornando a Roma dopo un volo sui Monti Sabini dove ha raggiunto quote di oltre 2500 metri sul livello del mare. Probabilmente cercava di sfuggire al caldo sui pendii freschi e le cime ventose delle montagne… Il viaggio più lungo registrato è stato in una mattinata di fine agosto: Seti è partito dall’Università e ha volato ininterrottamente fino in Abruzzo, alle pendici del Gran Sasso, per poi trovarsi nuovamente in centro a Roma nel primo pomeriggio dopo aver coperto una distanza di 215 km.

Osservazioni scrientifiche. Si pensava fino a poco fa che i falchi pellegrini giovani, dopo l’involo migrassero verso sud, attraverso il canale di Sicilia fino in Africa e oltre il deserto del Sahara (il nome “pellegrino” non è stato dato a caso a questa specie).  Eppure né Seti, né altri sette falchi che abbiamo dotato di trasmettitori si sono allontanati dall’Italia e, a volte, dalla regione in cui sono nati. Bisognerà quindi rivedere le ipotesi sulla dispersione giovanile alla luce di queste nuove osservazioni.

La velocità. Il falco pellegrino è conosciuto come l’animale più veloce del mondo, capace di superare in picchiata i 320 km/h. Ma il nostro falchetto ha sostenuto generalmente velocità modeste (in media 40 km/h) e il Gps forse non è stato in grado di rilevare le rare picchiate (in un solo caso è stata registrata la velocità di 192 km/h). Inoltre, ha passato gran parte del tempo appollaiato (quasi il 90% del giorno, notte esclusa), solitamente su posatoi elevati come tralicci, torri o altri edifici che offrono un ampio campo visivo. Alcuni di questi sono strutture vicine al palazzo del Dipartimento di Economia, dove è nato. Da queste postazioni elevate i falchi possono scrutare il cielo in cerca di uccelli che catturano solo in volo, soprattutto piccioni, storni e parrocchetti, tra le specie di uccelli più diffuse in città.

Le stagioni. La fine dell’estate ha coinciso con una diminuzione delle distanze percorse giornalmente. A partire da ottobre Seti si è allontanato raramente da casa, e a dicembre non si è spinto quasi mai fuori Roma.

I ricercatori di Ornis italica continuano ogni giorno a ricevere e analizzare i dati raccolti dal Gps, che dopo quasi un anno dall’attivazione ci confermano che Seti è in perfetta salute e sta forse decidendo dove stabilirsi. L’analisi degli spostamenti magari potrà suggerire il posto dove installare una nuova cassetta nido…

Insieme al monitoraggio dei nidi artificiali via webcam sul portale Birdcam.it, l’uso dei trasmettitori Gps permette di ottenere nuove conoscenze sulla vita del falco pellegrino, che dopo un’assenza trentennale ha ripreso a nidificare a Roma nel 2004 grazie ai nidi artificiali che Terna e Ornis italica hanno cominciato ad installare nella città.

Per contatti: giacomo.dellomo@gmail.com

 

Il Gps di Seti

 

1 Comment

  1. raniero massoli novekki ha detto:

    Moltissimi complimenti, in particolare per le nuove conoscenze ottenute e per le vs intenzioni/capacità di diffonderle a noi tutti!
    Raniero Massoli-Novelli
    http://www.massolinovelli.it

Leave a Comment

 
 




 
Ornis italica, Piazza Crati 15, 00199 Rome, Italy.
Tel/fax: (+39)0774553479
e-mail: giacomo.dellomo@gmail.com