Operazione “Ali azzurre”, i sequestri dei Carabinieri del Cites grazie alle segnalazioni di Ornis italica e Lipu

Dopo le attività antibracconaggio delle Operazioni Bonelli in Sicilia, Adorno nello Stretto di Messina e Berta a Linosa, la campagna estiva di contrasto ai crimini contro l’avifauna protetta continua con azioni di intelligence ed investigative diffuse su tutto il territorio

Roma, 9 luglio 2018 – Al fenomeno dell’abbattimento illegale, della caccia abusiva, delle trappole (archetti, reti da uccellagione), del commercio internazionale di avifauna europea ed esotica (rapaci, pappagalli, ecc.), si aggiunge la depredazione dei nidi, una forma di bracconaggio che, unitamente al deterioramento degli habitat naturali, costituisce una delle principali cause della rarefazione di specie animali altamente protette ed ormai sull’orlo dell’estinzione. I Carabinieri forestali del Raggruppamento CITES hanno sequestrato in due località in Sabina e a Roma, insieme a tante altre specie di uccelli, rari esemplari di ghiandaia marina. Con questa operazione  i Carabinieri hanno dato una sferzata al prelievo dai nidi di piccoli (pullus) e uova, attività illegale che nel periodo primaverile-estivo imperversa in tanti angoli di bellezza del nostro Paese, in danno di specie altamente protette spesso in via d’estinzione, dando in questo modo anche piena ed efficace attuazione al Piano nazionale a tutela degli uccelli italiani ed europei, stilato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.A seguito di una complessa indagine attivata dalla Sezione Operativa Centrale del Raggruppamento Carabinieri CITES, dopo le segnalazioni dei ricercatori e volontari della ORNIS ITALICA e dei volontari LIPU che seguono la nidificazione e le loro rotte di migrazione delle ghiandaie marine (Coracias garrulus), bellissimi uccelli dalle ali azzurre e le sembianze esotiche, sono stati identificati i bracconieri che da tempo “rastrellano” il viterbese per trafugare i piccoli dai nidi uccelli di diverse specie. L’Operazione “Ali azzurre”, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia ha portato al sequestro complessivo di oltre 50 uccelli appartenenti a specie protette tra cui frosoni, taccole, cardellini, verzellini, nonché di 15 esemplari della rara ghiandaia marina (Coracias garrulus), buona parte dei quali costituita da piccoli implumi non ancora imprintati. L’attività illecita scoperta è parte di una organizzazione più ampia e diffusa sul territorio, caratterizzata da un efficace sistema di individuazione dei siti di varie specie ambite dai collezionisti europei, di raccolta e di introduzione sul mercato clandestino, in massima parte nord europeo (Olanda, Germania, Belgio).Un esemplare di ghiandaia marina può fruttare sino a 500 euro, una taccola 150 euro, un cardellino dai 30 agli 80 euro, un gheppio dai 200 ai 300 euro, poi ancora fringuelli, frosoni, ciuffolotti, upupe, averle, verdoni, organetti, culbianchi, codirossi, assioli, barbagianni, falchi pellegrini, picchi, imbeccati o svezzati, e in base a questo con differenza di prezzo.Tale fenomeno è gravemente deleterio per la conservazione della biodiversità della nostra penisola ed in particolare di specie come la ghiandaia marina, specie migratrice che vede limitato il proprio habitat di distribuzione europeo. In Italia, viene stimata in 600-1000 coppie e nel Lazio, ove sono state trafugate quelle dell’indagine, non più di 60 coppie. E’ tutelata dalle Convenzioni di Berna e Habitat sulla tutela della natura e Bonn sulle specie migratrici e dalla normativa sulla caccia, in quanto specie “super protette” o non cacciabili. In questi casi le contestazioni operate dagli investigatori si estendono sino al furto venatorio di fauna dello Stato e al maltrattamento.Gli animali sono stati affidati al Centro di Recupero LIPU di Roma in attesa di essere riabilitati al volo e liberati in natura. La LIPU, da sempre impegnata nelle campagne di protezione e tutela degli uccelli selvatici e della biodiversità plaude e ringrazia i Carabinieri forestali per questo nuovo duro colpo ai bracconieri e al commercio illegale di natura. L’attività svolta costituisce una testimonianza del concreto e diretto impegno dei Carabinieri Forestali del Raggruppamento CITES anche a tutela della biodiversità del nostro Paese.

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