Guardo Brutus e penso a Kaari, alla fatica che facevamo guardando il suo corpo che piano piano si decomponeva e diventava parte del nido...
Che tristezza... si, è vero, si fatica ad accettare che è la natura perchè subentra l'attenzione con la quale li abbiamo seguiti dalla nascita, le aspettative che avevamo, l'immaginare il giorno dell'involo con l'emozione che ci avrebbe fatto provare...
Oggi guardo a questo nido e ripenso ai giorni nei quali non riuscivo a guardare perchè era tanta la ferocia con la quale lui colpiva Peanut, ero arrivata persino a sperare che il piccolino morisse perchè era uno strazio assistere a tanta sofferenza. Il giorno in cui ho visto che Ozzie offriva cure particolari a Peanut ho incrociato le dita, e giorno dopo giorno il piccoletto si è ingrossato, lui e Brutus iniziavano a stare vicini e quelle beccate violente diminuivano giorno dopo giorno. In quei giorni sono nati i loro veri nomi, passando da un anonimo E3 ed E4 a Brutus e Peanut... e Brutus sappiamo perchè prese quel nome...
Mai avrei immaginato di ritrovarmi così, guardando a quelle piume e a quel beccuccio e sentire la mancanza di un pulletto che, quando beccava Peanut, avrei voluto prendere per la collottola e sgridare, come fosse stato un bambino troppo esuberante... Invece sono qui a guardarlo, immobile, e provo tanta tristezza nel cuore...
Questa è la foto che voglio portare nel cuore, loro due, vicini... Peanut minuscolo vicino a Brutus, che guardano ai visitatori umani e magari si chiedono cosa hanno da guardare quegli esseri buffi, senza piume e ali.
